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Pillole del termotecnico

Curva climatica della pompa di calore: cos'è, perché il termotecnico la alza di 5 gradi e come si fa senza

Quasi tutte le pompe di calore regolano la temperatura dell’acqua con la curva climatica: più fa freddo fuori, più l’acqua mandata all’impianto è calda. È un metodo nato con le caldaie, e con una pompa di calore ha un difetto che si paga in bolletta tutto l’inverno. Qui spieghiamo come funziona, perché chi la imposta la tiene alta per prudenza, e come le nostre macchine fanno a meno di quel margine.

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Cos'è la curva climatica

La curva climatica è una tabella: a ogni temperatura dell’aria esterna fa corrispondere una temperatura dell’acqua di mandata. Con 10 °C fuori l’acqua va, per esempio, a 30 °C; con -5 °C va a 40 °C. La centralina legge la sonda esterna e regola la mandata di conseguenza. Il termotecnico la imposta all’avvio dell’impianto scegliendo la pendenza, cioè quanto sale la mandata per ogni grado in meno fuori, e lo spostamento, cioè quanto è alta tutta la curva.

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Il difetto: va a punto fisso

La curva climatica guarda solo la temperatura esterna. Non sa se in casa ci sono 19 o 22 gradi, se c’è il sole sulle finestre, se è acceso il forno o se ci sono dieci persone a cena. Non sa se i termosifoni sono grandi o piccoli, né se il pavimento ha già accumulato calore nelle ore precedenti. A una certa temperatura fuori manda una certa acqua, e basta. Non è adattiva: non corregge il tiro sul risultato. Il pannello delle nostre macchine mostra anche la richiesta dell’edificio in percentuale: quanta potenza la casa sta chiedendo in quel momento. È proprio il numero che la curva climatica non vede.

La vista panoramica: accumulo, macchina, mandata, acqua sanitaria e, in basso, la richiesta dell'edificio in percentuale
La vista panoramica: accumulo, macchina, mandata, acqua sanitaria e, in basso, la richiesta dell’edificio in percentuale.

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Perché il termotecnico la mette 5 gradi più in alto

Chi imposta la curva non vuole rischiare di lasciare la famiglia al freddo nei giorni peggiori, perché il suo telefono squillerebbe. Allora la tiene alta: in genere circa 5 gradi di mandata in più di quanto servirebbe davvero. È una scelta di prudenza, non un errore. Il problema è che quei 5 gradi di margine restano lì tutta la stagione, anche nelle giornate in cui non servono, cioè quasi tutte.

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Quanto costa quel margine

Con una pompa di calore la temperatura dell’acqua è la voce che pesa di più sul rendimento. Nella pillola sul COP abbiamo mostrato i dati certificati di una nostra macchina: passare da 35 a 55 °C di mandata costa circa un terzo del COP, a qualunque temperatura esterna. Ogni grado in più di mandata si paga in corrente per tutto l’inverno. Una curva tenuta alta per prudenza è un impianto che consuma più del necessario ogni giorno in cui funziona.

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Come fanno le nostre pompe di calore senza la curva

Le pompe di calore Templari non regolano sulla temperatura esterna, ma su quella degli ambienti. L’HCC, il sistema di regolazione di serie su tutte le nostre macchine, legge i sensori nelle stanze e cerca da solo la temperatura di mandata più bassa che tiene la casa alla temperatura chiesta. Se con 32 °C di acqua le stanze restano a 20, la macchina resta a 32. Se la casa comincia a scendere, alza l’acqua di quel tanto che serve. In pratica accoppia la pompa di calore all’impianto e alla casa, senza che qualcuno debba indovinare la curva giusta. Sul pannello questa impostazione si chiama regolazione automatica sull’aria: la temperatura dell’impianto che si scrive, per esempio 40 °C, diventa il massimo raggiungibile. È un limite, non un obiettivo: sotto quel tetto decide la temperatura delle stanze.

Per chi la vuole, la curva climatica sul pannello c’è. Si imposta per ogni zona, separata per l’inverno e per l’estate, con due punti che si scelgono in base alla zona climatica e alla casa: a ogni temperatura esterna si può chiedere l’acqua che si vuole. I valori nella schermata sono quelli di partenza, che si ritrovano con il tasto di ripristino: d’inverno acqua a 50 °C con -23 °C fuori e a 25 °C con 28 °C fuori, d’estate a 22 °C con 22 °C fuori e a 10 °C con 38 °C fuori. Fra i due punti la temperatura dell’acqua segue una retta, e i tasti più e meno spostano tutta la curva in su o in giù. La temperatura esterna usata è la media delle ultime 24 ore, così una notte fredda o un’ora di sole non fanno saltare l’acqua. Con l’HCC attivo la curva non serve più: la macchina regola l’acqua sulle stanze, come spiegato sopra.

Il pannello di una casa vera: le due stanze in arancione stanno chiedendo calore, le altre sono a temperatura. La macchina regola l'acqua su questi valori, non sulla temperatura esterna
Il pannello di una casa vera: le due stanze in arancione stanno chiedendo calore, le altre sono a temperatura. La macchina regola l’acqua su questi valori, non sulla temperatura esterna.
La curva climatica di una zona sul pannello con i valori di partenza, che ognuno cambia come vuole
La curva climatica di una zona sul pannello con i valori di partenza: d’inverno (a sinistra) acqua a 50 °C con -23 °C fuori e a 25 °C con 28 °C fuori, d’estate (a destra) da 22 a 10 °C. Ognuno mette la sua.

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Chi decide quanto freddo si accetta

Il margine non lo fissa il termotecnico in anticipo, lo sceglie chi abita la casa: quanto si accetta di scendere sotto la temperatura impostata prima che la macchina intervenga, pochi decimi di grado. Più il margine è stretto, più la macchina interviene; più è largo, più lavora con l’acqua bassa. È la stessa logica dell’ottimizzatore energetico, che usa le mura della casa come accumulo: la macchina lavora con l’acqua più bassa possibile e nelle ore più favorevoli, e il rendimento stagionale sale di uno o due punti di COP. Nella schermata dell’ottimizzatore si scrive di quanto la temperatura impostata può salire e scendere, per esempio 0,3 °C in più e 0,3 °C in meno. Le fasce orarie si impostano giorno per giorno con tre livelli, eco, giorno e notte, e si copiano da un giorno all’altro. Dalle impostazioni di base si scelgono il profilo attivo, il funzionamento manuale o a fasce orarie, la modalità silenziosa e la gestione dei ventilconvettori; d’estate, quando la macchina raffresca, l’accumulo si imposta per esempio a 13 °C.

Una stanza sul pannello: impostati 23 °C, misurati 21,3 °C con il 59% di umidità. L'ottimizzatore sta tirando indietro di 0,3 °C perché fuori fa più freddo del solito
Una stanza sul pannello: impostati 23 °C, misurati 21,3 °C con il 59% di umidità. L’ottimizzatore sta tirando indietro di 0,3 °C perché fuori fa più freddo del solito.
Le fasce orarie di un giorno: eco, giorno e notte, da copiare sugli altri giorni
Le fasce orarie di un giorno: eco, giorno e notte, da copiare sugli altri giorni.
Le impostazioni di base del pannello: manuale o automatico a fasce orarie, profilo attivo, modalità silenziosa e gestione dei ventilconvettori
Le impostazioni di base del pannello: manuale o automatico a fasce orarie, profilo attivo, modalità silenziosa e gestione dei ventilconvettori.

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Con i termosifoni funziona lo stesso

Con i radiatori la curva climatica fa più danni che con il pavimento, perché un termosifone misurato a 75 °C rende circa la metà a 55 °C, come spieghiamo nella pillola sui termosifoni. Qui la tentazione di tenere l’acqua alta per sicurezza è forte. La regolazione sugli ambienti fa il contrario: manda l’acqua alta solo nei giorni in cui i termosifoni ne hanno bisogno davvero, e nei giorni di mezzo scende. Le nostre aria-acqua a R290 arrivano a 70 °C di mandata, quindi la riserva per i giorni freddi c’è, ma si usa solo quando serve.

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Casa vecchia e pompa di calore

In una casa costruita prima del 1990 e mai isolata la pompa di calore si può mettere, anche con i radiatori: la macchina a propano è adatta e arriva alle temperature che servono. Va detto chiaramente che consumerà il doppio o il triplo di una casa in classe A, perché la casa disperde il doppio o il triplo. Proprio in queste case la regolazione sugli ambienti conta di più: ogni grado di mandata risparmiato nelle giornate miti vale molto quando le giornate fredde già costano care.

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Cosa cambia per chi installa

Niente curva da impostare e da ritoccare a gennaio, niente telefonate per la casa fredda o per la bolletta alta: la macchina trova il punto di lavoro da sola e lo mantiene al variare della stagione. L’installatore mette i sensori negli ambienti e collega l’impianto; il resto lo fa la regolazione. Per il pavimento radiante la scheda Floor gestisce la valvola miscelatrice e il circolatore lato impianto: due sensori sul collettore di mandata e di ritorno le dicono quanta acqua serve davvero, e il circolatore gira in PWM solo quanto basta, con un risparmio di corrente che dura tutta la stagione. D’estate tiene l’acqua sopra il punto di rugiada, così il pavimento raffresca senza condensa. Nella pillola sulla regolazione dell’impianto spieghiamo le schede che gestiscono pavimento, ventilconvettori e zone diverse. Il salto fra mandata e ritorno si imposta, per esempio 1,5 °C: appena il valore misurato scende sotto, il circolatore rallenta. Non è una regolazione comune.

La zona a pavimento: due sonde sul collettore, mandata 26,2 °C e ritorno 24,8 °C. Il salto impostato è 1,5 °C, quello misurato 1,4: il circolatore comincia a rallentare, qui è al 96%. La temperatura scritta in alto, 40 °C, è il massimo, non l'obiettivo
La zona a pavimento: due sonde sul collettore, mandata 26,2 °C e ritorno 24,8 °C. Il salto impostato è 1,5 °C, quello misurato 1,4: il circolatore comincia a rallentare, qui è al 96%. La temperatura scritta in alto, 40 °C, è il massimo, non l’obiettivo.

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Le prossime macchine

La regolazione sugli ambienti è di serie su tutte le nostre pompe di calore, comprese le due che stanno per arrivare: la Kita X, la pompa di calore a propano per appartamenti e case piccole, e la nuova aria-acqua a propano per la casa, con il compressore chiuso in un involucro isolato che quasi non si sente. Se stai pensando a una pompa di calore per la prossima stagione, chiedici informazioni: ti diciamo quale delle due fa per la tua casa.

Kita X, la pompa di calore a propano per appartamenti e case piccole
Kita X, la pompa di calore a propano per appartamenti e case piccole.

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Abbassarla di notte?

È una domanda che si fanno in molti: in Germania «Wärmepumpe Nachtabsenkung» si cerca 590 volte al mese. Con la pompa di calore spegnere o abbassare molto la notte conviene poco: la macchina va a regime in 5-10 minuti, e la mattina, con l’aria più fredda e umida, dovrebbe recuperare con l’acqua più calda e qualche sbrinamento in più. Le nostre lavorano così: accese di giorno, più o meno dalle 7 alle 21, e di notte in funzionamento ridotto; nelle ore calde l’ottimizzatore carica di calore i muri, che di notte lo restituiscono. In una casa vecchia che disperde molto, la macchina resta accesa anche di notte.

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Domande frequenti

Cos’è la curva climatica di una pompa di calore?

È la regola che lega la temperatura dell’acqua di mandata alla temperatura esterna: più fa freddo fuori, più l’acqua è calda. La imposta il termotecnico all’avvio dell’impianto.

Come si imposta la curva climatica?

Si scelgono pendenza e spostamento della curva sulla centralina, poi si corregge nelle settimane successive in base a come risponde la casa. Sulle nostre macchine non c’è da impostarla: la regolazione lavora sulla temperatura degli ambienti.

Perché la curva climatica viene tenuta alta?

Per prudenza: il termotecnico aggiunge circa 5 gradi di mandata per non rischiare di lasciare la casa al freddo nei giorni peggiori. Quel margine resta tutto l’inverno e costa rendimento.

Quanto si risparmia con la mandata più bassa?

Dai dati certificati, passare da 35 a 55 °C di mandata costa circa un terzo del COP. Lavorando sempre con l’acqua più bassa possibile il rendimento stagionale sale di uno o due punti di COP.

La regolazione sugli ambienti funziona con i termosifoni?

Sì. Manda l’acqua alta solo nei giorni in cui i radiatori ne hanno bisogno; nei giorni miti scende. Le nostre aria-acqua a R290 arrivano a 70 °C quando serve.

Si può mettere una pompa di calore in una casa vecchia non isolata?

Sì, anche con i radiatori. Consumerà il doppio o il triplo di una casa in classe A, perché la casa disperde di più: per questo conviene ancora di più una regolazione che tiene l’acqua bassa nelle giornate miti.