Accumulo termico con la pompa di calore: le mura di casa come batteria
Nella pillola precedente abbiamo visto che una pompa di calore deve lavorare in modo continuo e che HCC la comanda sulla temperatura degli ambienti. Dentro HCC c’è una funzione che fa un passo in più: usa le mura della casa come una batteria. L’abbiamo chiamata ottimizzatore energetico.
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Cosa legge
L’ottimizzatore misura la temperatura esterna in continuo e ne segue l’andamento: quando sale, quando scende, dove sta il massimo della giornata e dove il minimo. Non guarda l’ora: guarda il clima vero, quel giorno, in quel posto. Dentro casa legge le temperature degli ambienti dai sensori room, gli stessi che usa HCC per comandare la macchina.
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Cosa fa
Chi abita la casa decide quanto scostamento accetta rispetto alla temperatura impostata: per esempio fino a tre decimi di grado in più quando fuori fa caldo, due decimi in meno quando fuori fa freddo. Mezzo grado in tutto, che nessuno sente. Con un algoritmo che abbiamo sviluppato noi, la pompa di calore usa quel mezzo grado: nelle ore migliori della giornata, quando l’aria esterna è più calda e la macchina rende di più, scalda un po’ oltre il punto impostato, e il calore in più finisce nelle mura. Nelle ore peggiori, di notte e all’alba, lascia che siano le mura a restituirlo, e lavora meno.


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Perché le mura
Una casa pesa decine di tonnellate, fra pareti, solai e massetti. Scaldare tutta quella massa di mezzo grado vuol dire immagazzinare molta energia, senza nessun serbatoio in più e senza nessun costo. Il puffer di un impianto contiene qualche centinaio di litri d’acqua; le mura ne valgono molte volte tanto. È un accumulo termico: fa lo stesso lavoro di un accumulo elettrico, con un mezzo diverso.
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Con il fotovoltaico
Il caso in cui rende di più è la casa con i pannelli sul tetto. Il fotovoltaico produce a metà giornata, quando l’aria esterna è più calda e la pompa di calore ha il rendimento migliore: l’ottimizzatore fa lavorare la macchina proprio allora, con la corrente del tetto, e mette il calore nelle mura per la sera. Una batteria elettrica da abbinare ai pannelli costa dai dieci ai ventimila euro. Con l’ottimizzatore si ottiene una parte di quel risultato senza comprarla: l’accumulo c’è già, è la casa.

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Il risultato: uno o due punti di COP
Lavorando così il rendimento stagionale sale di uno o due punti di COP. È tantissimo, e il motivo è semplice: la macchina si accoppia all’impianto della casa. Una pompa di calore rende tanto più quanto più bassa è la temperatura dell’acqua che deve produrre. Il termotecnico, per stare tranquillo, di solito imposta l’impianto a 35 gradi e lì resta tutto l’inverno. HCC invece cerca ogni giorno la temperatura più bassa con cui gli ambienti restano a posto, che l’impianto sia a pavimento, a ventilconvettori o a radiatori, senza che nessuno debba intervenire. In casa di chi scrive queste pillole, con il pavimento radiante, l’acqua parte al mattino a 23 gradi e arriva alla sera a 27-28, mai a 35. Alla fine dell’inverno sono parecchie centinaia di euro in meno in bolletta.

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Come si controlla, prima di comprare
- chiedere se la macchina sa spostare il lavoro nelle ore in cui l’aria esterna è più calda, o se segue solo il termostato;
- chiedere se legge la temperatura degli ambienti con sensori in casa, non solo quella dell’acqua;
- chiedere cosa fa la macchina quando il fotovoltaico produce: se non cambia niente, la corrente del tetto va in rete a pochi centesimi;
- chiedere a che temperatura manderà l’acqua nell’impianto: se la risposta è un numero fisso, 35 gradi tutto l’inverno, la macchina non si adatta alla casa.
L’ottimizzatore energetico fa parte di HCC, di serie su tutte le nostre pompe di calore: si attiva dal pannello e si regola in decimi di grado.
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Domande frequenti
Cos’è l’accumulo termico con la pompa di calore?
È usare la massa della casa, pareti, solai e massetti, come un serbatoio di calore: nelle ore migliori la macchina scalda un po’ oltre il punto impostato e la sera le mura restituiscono il calore.
Come funziona l’ottimizzatore energetico?
Segue l’andamento della temperatura esterna e usa uno scostamento scelto da chi abita la casa, per esempio tre decimi di grado in più e due in meno: fa lavorare la macchina quando l’aria è più calda e rende di più.
Con fotovoltaico e pompa di calore serve una batteria?
Non per forza: con l’ottimizzatore la pompa di calore lavora quando il tetto produce e mette il calore nelle mura per la sera. Si ottiene una parte del risultato di una batteria elettrica senza comprarla.
Quanto si guadagna con l’ottimizzatore?
Il rendimento stagionale sale di uno o due punti di COP, perché la macchina lavora con l’acqua più bassa possibile e nelle ore più calde. Fa parte di HCC, di serie su tutte le nostre pompe di calore.
Vedi anche: Pompa di calore con pavimento, ventilconvettori e termostati: come si regola l’impianto intero · Pompa di calore e fotovoltaico: quanto copre davvero il tetto, mese per mese, e come farli lavorare insieme · Quanto consuma una pompa di calore: al giorno, all’anno e per taglia, con i numeri delle schede · Curva climatica della pompa di calore: cos’è, perché il termotecnico la alza di 5 gradi e come si fa senza
Tutte le pillole del termotecnico sono nella pagina della rubrica. La prossima: rotativo o scroll, il compressore che fa la differenza, leggila qui.


