Installazione della pompa di calore: dove metterla, cosa serve e come si fa, passo per passo
L’installazione è la cosa più cercata dopo la macchina: in Francia «installation pompe à chaleur» 5.400 volte al mese, in Polonia «montaż pompy ciepła» 1.900, in Germania, Olanda e Spagna 1.600, in Italia 720. Qui raccontiamo il percorso di una pompa di calore aria-acqua monoblocco come le nostre, dal sopralluogo alla prima accensione, con le cose che decidono se l’impianto andrà bene per vent’anni. I prezzi non li scriviamo: dipendono dalla casa.

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Prima di tutto: il calcolo e il sopralluogo
La potenza non si copia dalla caldaia vecchia: si calcola sulle dispersioni della casa nel giorno più freddo della zona, come spieghiamo nella pillola sul dimensionamento. Al sopralluogo si guarda l’impianto che c’è: con i termosifoni conviene fare prima la prova d’inverno con la caldaia a 55 °C, descritta nella pillola sulla pompa di calore con i termosifoni. E si decide dove vanno la macchina, il puffer e il bollitore.
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Dove si mette la macchina fuori
Una monoblocco sta all’aperto, su un basamento stabile staccato dalla casa e su piedini antivibranti, con spazio libero davanti al ventilatore e dietro la batteria perché l’aria giri. Lontano dagli angoli e dalle finestre delle camere, con l’uscita dell’aria verso il giardino: le distanze dal vicino le spieghiamo nella pillola sul rumore. Con il propano c’è una regola in più. Il propano pesa circa una volta e mezza l’aria (PubChem): se mai uscisse, scenderebbe verso il basso. Per questo intorno alla macchina c’è una zona di sicurezza, indicata dal manuale secondo la norma EN 378, dentro cui non devono esserci finestre, porte, bocche di lupo, tombini, scarichi né prese elettriche.

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L'acqua dello sbrinamento
D’inverno la macchina scioglie la brina della batteria e scarica acqua, a volte più volte al giorno, come raccontiamo nella pillola sullo sbrinamento. Quell’acqua va portata su un letto di ghiaia o in uno scarico protetto dal gelo, mai su un vialetto o una scala, dove diventerebbe ghiaccio.
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In casa arrivano solo due tubi d'acqua
Nella monoblocco il circuito del refrigerante è chiuso e collaudato in fabbrica: in cantiere nessuno lo apre, e in casa arrivano solo la mandata e il ritorno dell’acqua. Il tratto all’esterno va tenuto corto e isolato, con una protezione dal gelo: valvole antigelo che scaricano l’acqua sotto una certa temperatura, oppure glicole nel circuito, come spieghiamo nella pagina sulla pompa di calore monoblocco. Dentro si montano il puffer, normale e non stratificato, il bollitore dell’acqua calda, meglio da 300-500 litri, e un filtro per lo sporco: l’acqua dell’impianto va trattata, perché quello che si deposita finisce negli scambiatori. Le ragioni le diamo nella pillola sul puffer.
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La parte elettrica e i sensori
La macchina vuole una linea elettrica sua, dal quadro, con le protezioni e la sezione dei cavi che dà il manuale. Poi la regolazione: con HCC in ogni stanza va un sensore di temperatura e umidità, e la macchina si regola sulle stanze, non sulla sonda del puffer. Perché, lo spieghiamo nella pillola sulla pompa di calore che non è una caldaia e in quella sull’impianto completo.
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La prima accensione e il collaudo
Si riempie l’impianto, si sfiata l’aria, si controllano pressione e portata, si imposta la curva climatica, cioè la temperatura dell’acqua in base al freddo fuori, come raccontiamo nella pillola sulla curva climatica. Alla fine l’installatore consegna i documenti: in Italia la dichiarazione di conformità dell’impianto (DM 37/2008) e il libretto. Da lì in poi i controlli sono quelli della pillola sulla manutenzione.
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Cosa chiedere all'installatore
Sei domande. Su che calcolo ha scelto la potenza. Dove mette la macchina e se ha controllato la zona di sicurezza del manuale. Dove va l’acqua dello sbrinamento. Come protegge dal gelo i tubi all’esterno. Che puffer e che bollitore monta. E chi comanda la macchina: le stanze o la sonda del puffer. Se vuoi un parere sulla tua casa, chiedici informazioni.
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Domande frequenti
Dove si installa una pompa di calore aria-acqua?
All’aperto, su un basamento staccato dalla casa, con spazio libero per l’aria, lontano da angoli e finestre delle camere. Con il propano, fuori dalla zona di sicurezza non devono esserci finestre, porte, bocche di lupo, tombini o prese.
Serve il frigorista per installare una pompa di calore monoblocco?
No: il circuito del refrigerante è chiuso e collaudato in fabbrica. In cantiere si fanno solo i collegamenti idraulici ed elettrici.
Si può mettere la pompa di calore vicino a una finestra?
Non dentro la zona di sicurezza indicata dal manuale, perché il propano è più pesante dell’aria. E per il rumore meglio lontano dalle finestre delle camere: per una Kita X libera la guida tedesca LAI indica almeno 4,6 metri da quella del vicino, di notte.
Dove va l’acqua che esce dalla pompa di calore d’inverno?
È l’acqua dello sbrinamento: va portata su un letto di ghiaia o in uno scarico protetto dal gelo, mai su un vialetto o una scala.
Cosa serve in casa per una pompa di calore monoblocco?
Due tubi d’acqua, un puffer normale, un bollitore per l’acqua calda, meglio da 300-500 litri, un filtro, una linea elettrica dedicata e i sensori nelle stanze.
Chi può installare una pompa di calore?
Un installatore abilitato. In Italia rilascia la dichiarazione di conformità dell’impianto prevista dal DM 37/2008.
Fonti: PubChem, Propane · EN 378 · DM 37/2008
Vedi anche: Pompa di calore in condominio: centralizzata o una per appartamento, potenza, acqua calda e dove si mette · Pompa di calore per appartamento: si può avere senza unità esterna? Cosa si mette fuori e cosa in casa · Pompa di calore monofase o trifase: quale scegliere e quanta potenza serve al contatore
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