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Pompa di calore in condominio: centralizzata o una per appartamento, potenza, acqua calda e dove si mette

La pompa di calore non è solo per le villette. Nei palazzi la si cerca sempre di più: in Germania «Wärmepumpe Mehrfamilienhaus» 2.900 volte al mese, in Italia «pompa di calore condominio» e simili circa 800, in Francia la pompa di calore collettiva circa 1.900 fra tutte le varianti. Qui spieghiamo le due strade, centralizzata o una per appartamento, quanta potenza serve, cosa cambia per l’acqua calda e i termosifoni, dove si mette la macchina e come si dividono le spese.

Un condominio: con la pompa di calore la centrale può stare sul tetto o in cortile
Un condominio: con la pompa di calore la centrale può stare sul tetto o in cortile.

Centralizzata o una per appartamento

Le strade sono due. Centralizzata: una macchina, o poche, sul tetto o in cortile, al posto della caldaia condominiale, con l’acqua calda per tutti. Una per appartamento: ogni casa ha la sua pompa di calore piccola, sul balcone o in un armadio tecnico, e il suo bollitore. La centralizzata fa una sola manutenzione e tiene il rumore in un punto lontano dalle finestre; la autonoma lascia ognuno libero, ma porta tante macchine in facciata e vicino alle finestre.

Centralizzata o una per appartamento: macchine, acqua calda, spese, manutenzione, rumore
Centralizzata o una per appartamento: macchine, acqua calda, spese, manutenzione, rumore.

Quanta potenza: si parte dal calcolo

La potenza si calcola sulle dispersioni del palazzo nel giorno più freddo della zona, come per una casa: lo spieghiamo nella pillola sul dimensionamento. Per i condomini abbiamo le Kita LP e LP Plus, monoblocco a propano: con l’aria a +7 °C e l’acqua a 35 °C danno da 26,2 kW (LP 26) a 40 kW (LP Plus 40); con -7 °C fuori e l’acqua a 55 °C da 18,6 a 28 kW. Lo SCOP va da 5,22 a 5,71 con l’acqua a 35 °C e da 4,00 a 4,17 a 55 °C. Per palazzi più grandi c’è Multi Kita: più macchine lavorano in cascata e sommano la potenza, e se una è in manutenzione le altre continuano a scaldare.

La potenza delle Kita LP e LP Plus secondo le schede UNI EN 14511-2
La potenza delle Kita LP e LP Plus secondo le schede UNI EN 14511-2.
La Kita LP Plus: monoblocco a propano da 35 e 40 kW per condomini ed edifici grandi
La Kita LP Plus: monoblocco a propano da 35 e 40 kW per condomini ed edifici grandi.

L’acqua calda per tutti e la legionella

Con l’acqua calda centralizzata la legionella è il punto delicato: le linee guida italiane chiedono almeno 60 °C negli accumuli e almeno 50 °C alla base del ricircolo. Una macchina che si ferma a 55 °C non basta; le nostre aria-acqua a propano arrivano a 70 °C. Ne parliamo nella pagina sull’acqua calda sanitaria e nella pillola sull’alta temperatura.

I termosifoni dei palazzi vecchi

Molti condomini hanno termosifoni pensati per la caldaia a 70-80 °C. Spesso bastano temperature più basse, soprattutto dopo aver cambiato le finestre: nelle case misurate dal Fraunhofer ISE con soli termosifoni l’acqua stava in media a 38,5 °C e arrivava a 64 °C solo nei giorni più freddi. Prima si fa la prova con la caldaia a temperatura più bassa, come spieghiamo nella pillola sulla pompa di calore con i termosifoni.

Dove si mette la centrale

Una macchina grande va su un tetto piano o in un cortile, lontano dalle finestre. Pesa: 280 kg una LP, 320 kg una LP Plus, e il tetto deve reggerla. Fa più rumore di una piccola: la LP ha 56,4-59,3 dB(A) di potenza sonora contro i 53 della Kita X, e la guida tedesca LAI per una zona residenziale, di notte, chiede circa 7-9,5 metri dalle finestre invece di 4,6. Valgono anche la zona di sicurezza del propano e le regole della pillola sull’installazione.

Distanza consigliata dalle finestre, di notte: una Kita X contro una LP, secondo la guida tedesca LAI
Distanza consigliata dalle finestre, di notte: una Kita X contro una LP, secondo la guida tedesca LAI.

Fotovoltaico condominiale e pompa di calore centralizzata

Oggi il fotovoltaico sul tetto di un condominio alimenta solo le parti comuni: luci delle scale, ascensore, cancello. Consumano poco, e quasi tutta la produzione va in rete. Con la pompa di calore centralizzata il condominio ha un consumo grande: la centrale termica.

Un tetto da 20 kWp a Padova produce circa 27.400 kWh l’anno (dati PVGIS della Commissione europea): 43 kWh in una giornata media di dicembre, 99 a luglio. L’acqua calda sanitaria si porta a temperatura negli accumuli a metà giornata, quando c’è il sole e l’aria è più calda, e la macchina rende di più. Come si fa il conto mese per mese lo spieghiamo nella pillola su pompa di calore e fotovoltaico.

Per un condominio bastano una, due o tre Kita LP o LP Plus a propano sullo stesso impianto: da 26,2 a 40 kW ciascuna, con 7 °C fuori e acqua a 35 °C.

Tre pompe di calore aria-acqua Templari affiancate, collegate allo stesso impiantoTre macchine sullo stesso impianto

Come si dividono le spese

Con l’impianto centralizzato ogni appartamento paga quello che consuma. In Italia è un obbligo: negli impianti centralizzati servono termoregolazione e contabilizzazione del calore per ogni unità (D.Lgs. 102/2014, art. 9). Il passaggio alla pompa di calore si decide in assemblea; le maggioranze e le regole cambiano da paese a paese.

Una per appartamento: la Kita X

Se il condominio resta senza impianto centralizzato, ogni casa può avere la sua Kita X, a propano, da 7,5 o 9 kW, anche dentro un armadio tecnico sul balcone. È la macchina che proponiamo a chi in appartamento pensa a un ibrido: la presentiamo nella pillola sull’ibrido.

Cosa chiedere a chi progetta l’impianto

Sei domande. Centralizzata o autonoma, e perché. Su che calcolo ha scelto la potenza e quante macchine servono. Come fa l’acqua calda a 60 °C con il ricircolo. Se i termosifoni bastano con l’acqua più bassa. Dove mette le macchine, quanto pesano e quanto sono lontane dalle finestre. E come si contabilizza il calore di ogni appartamento. Se vuoi un parere sul tuo condominio, chiedici informazioni.

Domande frequenti

Si può mettere una pompa di calore in condominio?

Sì, in due modi: centralizzata, con una o poche macchine sul tetto o in cortile al posto della caldaia, oppure una per appartamento, con una macchina piccola sul balcone o in un armadio tecnico.

Quanta potenza serve per un condominio?

Si calcola sulle dispersioni del palazzo. Le nostre Kita LP e LP Plus danno da 26,2 a 40 kW ciascuna con l’aria a +7 °C; per palazzi più grandi si mettono più macchine sullo stesso impianto.

La pompa di calore centralizzata fa l’acqua calda contro la legionella?

Sì, se arriva abbastanza in alto: servono almeno 60 °C negli accumuli e 50 °C nel ricircolo. Le nostre aria-acqua a propano arrivano a 70 °C.

Dove si mette la pompa di calore in un condominio?

Su un tetto piano o in un cortile, lontano dalle finestre. Una LP pesa 280 kg e per il rumore, di notte in zona residenziale, la guida tedesca LAI indica circa 7-9,5 metri dalle finestre.

Come si dividono le spese con la pompa di calore centralizzata?

Ogni appartamento paga quello che consuma. In Italia negli impianti centralizzati sono obbligatorie termoregolazione e contabilizzazione del calore (D.Lgs. 102/2014).

Si può mettere una pompa di calore in un solo appartamento?

Sì: la Kita X, da 7,5 o 9 kW, sta anche in un armadio tecnico sul balcone. Conviene verificare il regolamento del condominio sulla facciata.

Fonti: D.Lgs. 102/2014 (Regione Piemonte) · LAI 2013 · UNI EN 14511-2

Tutte le pillole del termotecnico sono nella pagina della rubrica.