Pompa di calore sempre accesa? Non è una caldaia: perché deve lavorare senza fermarsi
Le prime tre pillole hanno spiegato lo scambiatore, lo sbrinamento e la taglia giusta. Questa spiega una cosa che vale per qualsiasi pompa di calore, anche la migliore: non è una caldaia, e non va usata come una caldaia.
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La caldaia parte subito, la pompa di calore no
Una caldaia accende la fiamma e un attimo dopo scalda. Una pompa di calore non brucia niente: prende il calore che c’è nell’aria fuori e lo sposta dentro, nell’acqua dell’impianto se è un’aria-acqua, nell’aria del capannone se è un’aria-aria. Per farlo deve mettere in moto un compressore, un circuito pieno di refrigerante, due scambiatori e un ventilatore. Tutto questo ha una massa, e una massa non parte in un attimo.
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Cosa succede nei primi dieci minuti
All’avvio il compressore deve scaldarsi, l’olio deve tornare fluido, il refrigerante comincia a girare e il circuito cerca le sue temperature di lavoro: quella a cui evapora fuori e quella a cui condensa dentro, che dipendono dall’aria esterna e dall’impianto. Ci vogliono dai cinque ai dieci minuti. Solo da lì in poi la macchina lavora davvero, al rendimento per cui è stata progettata. Prima no: consuma e scalda poco.
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Perché accendere e spegnere costa
Ogni avvio costa due volte. Costa in energia, perché i primi minuti sono i meno efficienti. E costa in durata, perché la vita di un compressore si misura in cicli di accensione e spegnimento, come per un’automobile contano le partenze a freddo più dei chilometri. Una pompa di calore ben gestita parte poche volte al giorno e poi lavora in modo continuo, modulando la potenza. È più lenta di una caldaia a partire, ma una volta a regime consuma molto meno: il confronto si vince sulle ore, non sui minuti.
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Il puffer è piccolo, la casa è grande
Qui sta l’errore più comune. Quasi tutte le pompe di calore vengono comandate dalla sonda del puffer, il serbatoio d’acqua dell’impianto. Il puffer è piccolo: si scalda in fretta e si raffredda in fretta, e la macchina lo insegue accendendosi e spegnendosi di continuo. Una pompa di calore di importazione, senza un sistema che guardi la casa, è un buon pezzo di ferro governato male. Per questo abbiamo sviluppato HCC, House Climate Control: un’elettronica e un software nostri che comandano la macchina sulla temperatura degli ambienti, non su quella del puffer. Gli ambienti hanno un’inerzia enorme rispetto a un serbatoio: cambiano temperatura in ore, non in minuti. Così la macchina parte, si porta a regime e resta lì.
Vale la pena dirlo chiaro. Una pompa di calore di importazione asiatica senza un controllo di questo tipo, quello che in gergo si chiama building automation, ha anche uno scambiatore più piccolo e un ventilatore meno potente: a parità di potenza le nostre pesano il doppio, e il motivo è tutto lì. Senza un software evoluto che la governi, una pompa di calore arriva a consumare il doppio.


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Quando accenderla
D’inverno l’ideale è accenderla al mattino, verso le sette, e spegnerla la sera, verso le nove. Di notte, con il freddo e l’umidità tipiche dell’Europa, lo scambiatore esterno fa più brina e sbrina più spesso: una macchina che lavora di giorno fa uno sbrinamento al mattino e basta. Se la casa è vecchia e disperde molto, la si tiene accesa anche di notte, ma in funzionamento ridotto. In una casa ben isolata il calore accumulato di giorno basta fino al mattino.

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Come ridurre le accensioni
In Germania «Taktung verringern», ridurre le accensioni, si cerca 210 volte al mese. Quando una pompa di calore si accende e si spegne di continuo, le cause sono quasi sempre quattro:
- è comandata dalla sonda del puffer invece che dalla temperatura delle stanze: il puffer si scalda in fretta e la macchina lo insegue;
- è troppo grande per la casa: nelle mezze stagioni anche la sua potenza minima è più del calore che serve, e allora si ferma e riparte;
- la curva climatica è alta: l’acqua arriva subito in temperatura e la macchina si spegne;
- l’impianto ha poca acqua, per esempio con molte valvole chiuse: la macchina non ha un volume su cui lavorare.
I rimedi seguono le cause: regolarla sulle stanze; sceglierla della taglia giusta e chiedere fino a che potenza scende, come spieghiamo nella pillola sul dimensionamento; abbassare la curva, come nella pillola sulla curva climatica; dare all’impianto il volume d’acqua minimo con un puffer normale, come nella pillola sul puffer. Nelle mezze stagioni, quando la casa chiede pochissimo calore, qualche accensione in più è normale.
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Come si controlla, prima di comprare
- chiedere chi comanda la macchina: la sonda del puffer o la temperatura degli ambienti;
- chiedere quante volte si accende in una giornata invernale tipo: poche partenze e lunghe ore di marcia, non il contrario;
- chiedere se il programma orario è della macchina o del termostato: deve essere la macchina a decidere potenza e orari, non un relè che la stacca.
Le nostre pompe di calore, dalla più piccola alle Kita Air per i capannoni, hanno HCC di serie, su tutti i modelli.
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Domande frequenti
La pompa di calore va tenuta sempre accesa?
Deve lavorare in modo continuo, con poche partenze al giorno. D’inverno l’ideale è accenderla verso le sette e spegnerla verso le nove di sera; in una casa vecchia che disperde molto si tiene accesa anche di notte, in funzionamento ridotto.
Perché la pompa di calore si accende e si spegne di continuo?
Spesso perché è comandata dalla sonda del puffer: il serbatoio è piccolo, si scalda e si raffredda in fretta e la macchina lo insegue. Comandata sulla temperatura degli ambienti, come fa HCC, parte e resta a regime.
Quanto ci mette una pompa di calore ad andare a regime?
Dai cinque ai dieci minuti: il compressore deve scaldarsi, l’olio tornare fluido e il circuito trovare le sue temperature di lavoro. Prima consuma e scalda poco.
Cos’è HCC?
È l’elettronica con il software che abbiamo sviluppato per comandare la pompa di calore sulla temperatura degli ambienti invece che su quella del puffer. È di serie su tutte le nostre pompe di calore.
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La prossima pillola: l’ottimizzatore energetico, che usa le mura di casa come una batteria: leggila qui.


