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Pillole del termotecnico

Puffer per pompa di calore: serve? Quale scegliere, quanti litri e quali evitare

Il puffer è il serbatoio d’acqua dell’impianto, ed è l’accessorio della pompa di calore più cercato: in Germania 9.900 ricerche al mese, in Polonia 5.400, in Italia 3.600. Le domande sono sempre le stesse: serve? Quale tipo? Quanti litri? Qui rispondiamo con quello che vediamo sugli impianti e con quello che dicono le norme, più due avvertenze: ci sono accumuli che con una pompa di calore funzionano male, e un bollitore troppo piccolo fa lavorare la macchina più del dovuto.

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A cosa serve il puffer

Il puffer tiene una scorta d’acqua fra la pompa di calore e l’impianto, e serve a tre cose. Dà alla macchina un volume d’acqua su cui lavorare, così fa cicli lunghi invece di accendersi e spegnersi di continuo. Dà calore all’impianto mentre la macchina sbrina, come spieghiamo nella pillola sullo sbrinamento. E separa il circuito della macchina da quello delle stanze, che hanno portate diverse. D’estate, se la macchina fa anche il raffrescamento, lo stesso serbatoio tiene l’acqua fredda: per questo i nostri accumuli inerziali sono coibentati e fatti per il caldo e per il freddo.

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Il puffer non deve comandare la macchina

Qui sta l’errore più comune: molte pompe di calore si accendono e si spengono guardando la sonda del puffer. Il puffer però si scalda e si raffredda in fretta, e la macchina lo insegue. Le nostre macchine con HCC si regolano sulla temperatura delle stanze, che cambia in ore e non in minuti: il puffer resta un volano, non un termostato. Lo spieghiamo nella pillola sulla pompa di calore che non è una caldaia e in quella sull’impianto completo.

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Puffer normale sì, stratificato no

Per una pompa di calore consigliamo il puffer normale: un serbatoio coibentato con l’acqua dell’impianto alla stessa temperatura. Il puffer stratificato è fatto per tenere l’acqua calda in alto e quella fredda in basso, ed è pensato per le caldaie a legna e il solare termico, che lavorano a temperature alte e con salti di 20-30 gradi. La pompa di calore lavora in un altro modo: la prova di targa della norma EN 14511 per il riscaldamento a pavimento si fa con l’acqua che entra a 30 °C ed esce a 35 °C, appena 5 gradi, con una portata alta che rimescola gli strati; e la macchina rende di più quanto più bassa è la temperatura dell’acqua. Lo strato caldo in cima non le serve. Lo sconsigliamo.

I quattro accumuli: il puffer normale e il Bi puffer vanno bene con la pompa di calore, lo stratificato e il tutto in uno con intercapedine no
I quattro accumuli: il puffer normale e il Bi puffer vanno bene con la pompa di calore, lo stratificato e il tutto in uno con intercapedine no.

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Il tutto in uno con l'intercapedine: no

C’è poi l’accumulo tutto in uno: un solo serbatoio con un’intercapedine in mezzo, chiusa o forata, dove sopra si prende l’acqua calda sanitaria e sotto l’acqua dell’impianto. Lo sconsigliamo. L’acqua passa da una parte all’altra e si mescola: l’impianto preleva il calore del sanitario, il sanitario si raffredda e la macchina riparte a rifare l’acqua calda, e poi di nuovo. Così consuma il doppio e dura la metà. Se le due parti sono davvero separate, invece, va bene.

Un accumulo combinato tagliato per mostrare l'interno: dentro il serbatoio dell'impianto c'è quello del sanitario
Un accumulo combinato tagliato per mostrare l’interno: dentro il serbatoio dell’impianto c’è quello del sanitario. Foto: Sriesen, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

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Il Bi puffer: due serbatoi, uno sopra l'altro

Il Bi puffer è un’altra cosa. Sono due serbatoi uno sopra l’altro, divisi da una lamiera e da uno strato di isolamento: sopra il sanitario, sotto l’impianto, e le due acque non si toccano. Occupa il posto di un serbatoio solo ed è comodo quando in casa lo spazio è poco. Lo abbiamo a catalogo in quattro taglie.

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Quanti litri

Sui litri le regole a occhio non vanno d’accordo. Le fonti tedesche danno numeri che vanno da 10 a 50 litri per kW di potenza: la norma EN 15450 indica da 12 a 35 litri per kW, le guide VDI circa 20. Una macchina da 10 kW starebbe quindi fra 120 e 350 litri. Più della regola contano due cose: il volume minimo d’acqua che il costruttore chiede per la sua macchina, e l’impianto. Un pavimento radiante ha già molta acqua nei tubi, i ventilconvettori ne hanno poca. I nostri accumuli inerziali vanno da 100 a 1.500 litri, e la taglia si sceglie con il termotecnico sulla macchina e sull’impianto. Più grande vuol dire anche più calore perso, come vediamo più sotto.

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Il bollitore troppo piccolo è uno spreco

Lo stesso vale per il bollitore dell’acqua calda. La pompa di calore lo scalda girando una valvola a tre vie: per quel tempo smette di servire l’impianto e porta l’acqua alla temperatura del sanitario. Con un bollitore da 300 o 500 litri la valvola gira tre volte al giorno. Con uno da 100 o 150 litri, scelto perché manca lo spazio, la macchina deve passare al sanitario anche ogni mezz’ora, d’estate pure mentre fa il raffrescamento. È uno spreco enorme di energia; e con un impianto radiante la macchina passa di continuo dalla temperatura bassa a quella alta e si consuma molto prima.

Quante volte al giorno la macchina passa all'acqua calda: con il bollitore grande tre, con quello piccolo fino a ogni mezz'ora
Quante volte al giorno la macchina passa all’acqua calda: con il bollitore grande tre, con quello piccolo fino a ogni mezz’ora.

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Quanto disperde un serbatoio

Un serbatoio caldo perde calore tutto il giorno, e l’etichetta energetica europea lo misura: la classe dipende dai watt persi in rapporto ai litri (Regolamento UE 812/2013). Al limite delle classi, un serbatoio da 300 litri perde 36 W in classe A+, 70 W in classe B e 98 W in classe C: se resta caldo tutto l’anno sono 319, 614 e 860 kWh. Il calore perso cresce con la differenza fra l’acqua e la stanza: un puffer a 35 °C perde meno di un bollitore a 50 °C. Per questo conta l’isolamento, e il serbatoio va scelto della taglia giusta, non il più grande possibile.

Il calore perso in un anno da un serbatoio sempre caldo, al limite delle classi A+, B e C dell'etichetta energetica UE
Il calore perso in un anno da un serbatoio sempre caldo, al limite delle classi A+, B e C dell’etichetta energetica UE.

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Una centrale termica fatta bene

In una centrale termica ordinata puffer, bollitore e trattamento dell’acqua stanno vicini, con tubi corti e isolati. D’estate il puffer e i tubi dell’acqua fredda vanno isolati con materiale anticondensa: sotto il punto di rugiada l’aria della stanza ci condensa sopra. E l’acqua dell’impianto va trattata, perché lo sporco che si deposita nel serbatoio finisce negli scambiatori. Chi controlla cosa e ogni quanto lo diciamo nella pillola sulla manutenzione.

La centrale termica di una casa con una nostra pompa di calore: accumulo, bollitore e trattamento dell'acqua
La centrale termica di una casa con una nostra pompa di calore: accumulo, bollitore e trattamento dell’acqua.

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Cosa chiedere a chi fa l'impianto

Cinque domande. Che tipo di puffer mette: normale, non stratificato e non tutto in uno. Quanti litri e perché, partendo dal volume minimo della macchina e dall’acqua che c’è già nell’impianto. Che classe energetica ha il serbatoio. Quanto è grande il bollitore dell’acqua calda: con 100-150 litri la macchina passerà al sanitario troppo spesso. E chi comanda la macchina, la sonda del puffer o le stanze. Se vuoi un parere sul tuo impianto, chiedici informazioni.

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Domande frequenti

Serve il puffer con la pompa di calore?

Nella maggior parte degli impianti sì: dà alla macchina un volume d’acqua su cui fare cicli lunghi, dà calore durante lo sbrinamento e separa il circuito della macchina da quello delle stanze. La taglia dipende dalla macchina e dall’acqua che c’è già nell’impianto.

Meglio un puffer stratificato?

Con la pompa di calore no: lo stratificato è pensato per legna e solare, che lavorano a temperature alte. La pompa di calore rende di più con l’acqua più bassa possibile e con la sua portata rimescola gli strati.

Si può usare un accumulo tutto in uno per impianto e acqua calda?

Lo sconsigliamo se le due parti sono nella stessa acqua, divise solo da un’intercapedine chiusa o forata: l’acqua si mescola, la macchina rifà di continuo l’acqua calda, consuma il doppio e dura la metà. Va bene se sono separate, come nel Bi puffer.

Quanti litri deve avere il puffer?

Le fonti vanno da 10 a 50 litri per kW; la EN 15450 indica 12-35 litri per kW. Contano il volume minimo chiesto dal costruttore e l’acqua già presente nell’impianto.

Quanto deve essere grande il bollitore dell’acqua calda?

Con 300-500 litri la macchina passa al sanitario tre volte al giorno; con 100-150 litri anche ogni mezz’ora, con uno spreco di energia e più usura.

Quanto disperde un puffer?

Dipende dalla classe energetica: al limite delle classi un serbatoio da 300 litri perde 36 W in A+ e 98 W in C, cioè da 319 a 860 kWh se resta caldo tutto l’anno.

Il puffer deve comandare la pompa di calore?

Meglio di no: si scalda e si raffredda in fretta e la macchina si accende e si spegne di continuo. Con HCC la macchina si regola sulla temperatura delle stanze.