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Pillole del termotecnico

Manutenzione della pompa di calore: cosa fare, ogni quanto, cosa è obbligatorio e quanto dura

Una pompa di calore non ha fiamma, fumi, canna fumaria né bruciatore: la manutenzione è meno di quella di una caldaia, ma non è zero. In questa pillola c’è scritto cosa si consuma davvero, cosa può fare il proprietario da solo, cosa deve fare il tecnico e ogni quanto, e cosa chiede la legge: libretto, controllo di efficienza, F-Gas. Vale per la casa con l’aria-acqua e per il capannone con la Kita Air.

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Cosa si consuma in una pompa di calore

Il compressore è sigillato e lavora dentro i suoi limiti: non si revisiona. Le parti che chiedono attenzione sono quelle a contatto con l’aria e con l’acqua: la batteria esterna, che raccoglie foglie, polvere e pollini e d’inverno brina; il ventilatore; lo scarico della condensa, che d’inverno può otturarsi o gelare; il filtro dell’impianto (defangatore) e, nelle aria-aria, il filtro dell’unità interna. Una batteria sporca scambia meno calore: la macchina lavora più a lungo per lo stesso risultato, sbrina più spesso e consuma di più. È lo stesso meccanismo che spieghiamo nella pillola sullo sbrinamento.

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Ogni quanto va fatta la manutenzione

Una volta l’anno, prima dell’inverno, è la regola per una pompa di calore che riscalda. Se la stessa macchina raffresca anche d’estate, come la Kita Air nei capannoni, il manuale prescrive due controlli l’anno, uno per stagione. Dove ci sono polvere, trucioli, pollini o smog la batteria va guardata più spesso: in un’officina o in una falegnameria anche ogni tre mesi.

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Cosa può fare il proprietario

  • Tenere libera l’unità esterna: niente foglie, erba alta, neve o oggetti appoggiati davanti al ventilatore e dietro la batteria. L’aria deve girare.
  • Controllare che la condensa scoli: d’inverno sotto la macchina deve esserci acqua o ghiaccio a terra, non dentro la macchina.
  • Nelle aria-aria pulire il filtro dell’unità interna, che si sfila senza attrezzi.
  • La pressione dell’acqua dell’impianto non va controllata a mano: sulle nostre aria-acqua la misura la macchina con un trasduttore. Se la pressione scende, la pompa di calore dà l’allarme; se scende troppo, si ferma prima di lavorare senz’acqua.
  • Non piegare le alette della batteria e non usare l’idropulitrice: le alette tagliano e, piegate, riducono la resa.
  • Prima di qualsiasi operazione staccare la corrente dall’interruttore generale: la macchina può ripartire da sola.
Unità esterna davanti a un capannone: spazio libero intorno e niente sopra, perché l'aria deve girare
Unità esterna davanti a un capannone: spazio libero intorno e niente sopra, perché l’aria deve girare.

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Cosa fa il tecnico

Il manuale delle nostre aria-acqua prevede, ogni 12 mesi: pulizia delle alette della batteria, delle pale e della griglia con aria compressa, soffiata nel verso delle alette; verifica che lo scarico della condensa non sia otturato e pulizia della vaschetta; controllo e pulizia del defangatore magnetico; ricerca delle perdite di refrigerante con lo strumento; verifica dei collegamenti elettrici; controllo di tubazioni, corrosione e perdite. Ogni 3 anni i piedini antivibranti. Sulla Kita Air si aggiungono la pulizia della batteria dell’unità interna e la sostituzione della valvola di sicurezza del circuito frigorifero ogni 4 anni. In tutte, il tecnico legge dal pannello lo storico degli allarmi e le temperature di lavoro: è lì che si vede se la macchina ha sbrinato troppo o ha lavorato fuori dalle sue condizioni.

Il circuito frigorifero non si apre in manutenzione ordinaria. Se serve intervenire, sulle macchine a propano R290 il manuale richiede un frigorista qualificato per i gas infiammabili (EN 378-4 o IEC 60335-2-40) e formato da noi.

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Cosa è obbligatorio per legge

  • Libretto d’impianto. Lo prevede il DM 10 febbraio 2014 per tutti gli impianti di climatizzazione, pompe di calore comprese, anche piccole. Lo compila l’installatore alla messa in servizio e il manutentore lo aggiorna a ogni intervento.
  • Controllo di efficienza energetica (DPR 74/2013, allegato A). Per le pompe di calore elettriche serve dai 12 kW in su: ogni 4 anni fra 12 e 100 kW, ogni 2 anni oltre i 100 kW. Sotto i 12 kW non è richiesto, ma il libretto sì. Alcune regioni hanno regole proprie: conviene chiedere al manutentore.
  • F-Gas (Regolamento UE 2024/573). Riguarda solo i gas fluorurati. Le nostre aria-acqua a propano R290 non ci rientrano: nessun controllo periodico delle perdite, nessun registro. La Kita Air lavora con R32, un gas fluorurato: il controllo annuale delle perdite e la registrazione nella Banca dati nazionale scattano sopra le 5 tonnellate di CO₂ equivalente, cioè sopra 7,4 kg di R32. La Kita Air ha 7,4 kg di carica e sta appena sotto; la Kita Air Plus (8 kg) e la versione canalizzata (8,4 kg) sono sopra: un controllo l’anno da parte di un frigorista certificato, con registrazione.
Manutenzione della pompa di calore: chi fa cosa, e ogni quanto
Manutenzione della pompa di calore: chi fa cosa, e ogni quanto.

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Quanto dura una pompa di calore

Una pompa di calore usata bene dura circa 20 anni. Usata bene vuol dire soprattutto una cosa: quanto deve spremersi il compressore, cioè il rapporto fra la pressione in uscita e quella in ingresso. Con un impianto radiante ben dimensionato l’acqua va a 30-35 °C, il compressore lavora leggero e invecchia piano. Con i termosifoni a 55 °C e con l’acqua sanitaria a 60-70 °C il salto di pressione è più alto e il compressore consuma la sua vita più in fretta; nella pillola sui termosifoni spieghiamo come tenere bassa la mandata.

Le parti che si usurano, come ventilatore, pompa di circolazione, valvole e sonde, si sostituiscono. Quello che accorcia la vita è lavorare male per anni: batteria sporca, impianto con aria o fango dentro, macchina sovradimensionata che parte e si ferma di continuo. Per questo il dimensionamento giusto, di cui parliamo nella pillola sull’inverter, è anche manutenzione.

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In azienda: la Kita Air

Nel capannone la manutenzione fa parte della produzione: una macchina che d’inverno scalda e d’estate raffresca lavora tutto l’anno. Due visite l’anno, prima dell’estate e prima dell’inverno; filtri dell’unità interna puliti più spesso dove c’è polvere di lavorazione; libretto d’impianto e, dai 12 kW in su, il controllo di efficienza ogni 4 anni; per le Plus e le canalizzate il controllo F-Gas annuale con registrazione. I nostri rivenditori offrono il contratto di manutenzione, con le visite programmate, il libretto aggiornato e, dove serve, il controllo F-Gas: chi ha un capannone che lavora tutto l’anno di solito lo fa.

Unità interna Kita Air in un capannone: dove c'è polvere di lavorazione i filtri si puliscono più spesso
Unità interna Kita Air in un capannone: dove c’è polvere di lavorazione i filtri si puliscono più spesso.

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Gli errori da evitare

  • Pulire la batteria con l’idropulitrice o con la spazzola: alette piegate, resa persa.
  • Chiudere l’unità esterna con siepi, teli o coperture per proteggerla: soffoca.
  • Ignorare un allarme che si ripete: il pannello lo registra, il tecnico lo legge.
  • Far aprire il circuito frigorifero a chi non ha la qualifica per quel gas.
  • Non avere il libretto: alla prima ispezione è una sanzione, e senza libretto non si fa nemmeno il controllo di efficienza.

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Domande frequenti

Ogni quanto va fatta la manutenzione della pompa di calore?

Una volta l’anno se riscalda soltanto, due se raffresca anche d’estate; più spesso dove c’è polvere.

La manutenzione della pompa di calore è obbligatoria?

Il libretto d’impianto sì, per tutte. Il controllo di efficienza energetica è obbligatorio dai 12 kW in su, ogni 4 anni (ogni 2 oltre i 100 kW). Il controllo F-Gas riguarda solo i gas fluorurati sopra le 5 t di CO₂ equivalente: le pompe di calore a propano R290 ne sono fuori.

Serve il libretto d’impianto per una pompa di calore piccola?

Sì, il DM 10/02/2014 lo prevede per tutti gli impianti di climatizzazione, salvo diverse regole regionali.

Posso pulire la pompa di calore da solo?

L’esterno sì: foglie, neve, filtro dell’unità interna, controllo della condensa. La pressione dell’acqua la sorveglia la macchina e dà l’allarme se scende. Le alette della batteria e tutto quello che sta dentro il pannello li fa il tecnico, a corrente staccata.

Quanto dura una pompa di calore?

Usata bene, circa 20 anni. Dura di più con un impianto radiante ben dimensionato, dove il compressore lavora leggero; dura meno con termosifoni ad alta temperatura e molta acqua sanitaria a 60-70 °C, dove il salto di pressione è più alto.

Chi fa la manutenzione di una pompa di calore Templari?

I nostri rivenditori, anche con contratto: visite programmate, libretto aggiornato e controllo F-Gas dove serve.

Cosa succede se non faccio manutenzione?

Consumi che salgono, sbrinamenti più frequenti, rumore e prima o poi un fermo d’inverno. E, sopra i 12 kW, un libretto non aggiornato alla prima ispezione.