Vai al contenuto principale
Pillole del termotecnico

Come funziona una pompa di calore: il calore non si produce, si sposta

Una caldaia brucia gas per produrre calore. Una pompa di calore non produce calore: lo prende dall’aria esterna, anche d’inverno, e lo porta dentro. La corrente serve solo a farlo muovere, per questo la macchina rende più energia termica di quanta elettrica ne consumi. Quanta di più lo dice il COP, che sulle nostre macchine si legge a display. In Ticino e nel resto della Svizzera italiana la chiamano termopompa.

Il trasporto lo fa un refrigerante che gira in un circuito chiuso e passa per quattro tappe. Le spieghiamo con la Kita Air che scalda un capannone.

Il ciclo d'inverno della pompa di calore Kita Air: evaporazione, compressione, condensazione, espansione
Il ciclo d’inverno della pompa di calore Kita Air: evaporazione, compressione, condensazione, espansione.

01

Le quattro tappe del refrigerante

1. Evaporazione. Nella batteria alettata dell’unità esterna il refrigerante entra più freddo dell’aria. Evapora, come l’acqua che bolle, e mentre evapora assorbe il calore dell’aria che il ventilatore gli fa passare attraverso. Funziona anche sotto zero: basta che il refrigerante sia più freddo dell’aria.

2. Compressione. Il compressore aspira il gas e lo comprime: pressione e temperatura salgono, fino a renderlo molto più caldo dell’aria del capannone.

3. Condensazione. Il gas caldo arriva all’unità interna e cede il suo calore all’aria che il ventilatore soffia verso il basso, dove si lavora. Cedendo calore torna liquido.

4. Espansione. Il liquido torna all’unità esterna e passa nella valvola di espansione: perde pressione, si raffredda ed è pronto a evaporare di nuovo. Sulle nostre macchine la valvola è sempre elettronica. La comanda la scheda di bordo, che legge le sonde e fa entrare nella batteria esattamente il refrigerante che riesce a evaporare, momento per momento. Una valvola meccanica non segue con la stessa precisione i cambi di temperatura e di carico.

Nello schema il compressore è disegnato in alto per chiarezza. Nella macchina sta nell’unità esterna, insieme alla batteria e alla valvola.

02

D'estate il giro si inverte

La stessa macchina raffresca. Le due batterie si scambiano il mestiere: quella interna prende calore dal capannone, quella esterna lo butta fuori. Perché un condizionatore che d’inverno fa anche caldo non è una pompa di calore lo abbiamo spiegato nella pillola sul condizionatore.

03

Perché rende meno quando fa più freddo

Il compressore fatica tanto di più quanto è grande il salto fra la temperatura a cui il refrigerante evapora fuori e quella a cui condensa dentro. Con l’aria a -7 °C il salto è più grande che a +7 °C, e il COP scende. È la legge che Carnot ha scritto due secoli fa: nessuna macchina vera raggiunge il suo limite, ma l’andamento è quello.

Per questo una pompa di calore non si giudica dal COP di targa, ma da cosa fa d’inverno. Contano la batteria e il compressore:

Un kWh di corrente, il resto viene dall'aria. Più l'aria è fredda, meno calore si riesce a prenderle: per questo il COP scende d'inverno
Un kWh di corrente, il resto viene dall'aria. Più l'aria è fredda, meno calore si riesce a prenderle: per questo il COP scende d'inverno.

04

Lo sbrinamento: solo quando serve

D’inverno la batteria esterna lavora sotto zero e l’umidità dell’aria ci si deposita sopra come brina. Finché la brina è poca la macchina scalda normalmente. Quando la batteria si riempie, l’aria non passa più e la macchina deve sciogliere il ghiaccio, prendendo calore dal capannone.

Molte pompe di calore sbrinano a orario, ogni tot minuti, oppure appena la batteria scende sotto una certa temperatura. Così sbrinano anche quando la batteria è quasi pulita, e ogni sbrinamento inutile è calore portato via all’edificio e tempo in cui la macchina non scalda.

Le nostre sbrinano solo quando serve davvero: quando la batteria è piena di brina e lo scambio di calore con l’aria è sceso sotto una certa soglia. Lo misura la scheda di bordo, non un orologio. È il nostro sistema di sbrinamento, brevettato. Più spazio fra le alette significa anche più brina prima di arrivare a quella soglia, e quindi meno sbrinamenti, come spiegato nella pillola sullo sbrinamento.

05

Domande frequenti

Come funziona una pompa di calore, in parole semplici?

Non produce calore: lo prende dall’aria esterna e lo porta dentro con un refrigerante che evapora, viene compresso, condensa e si espande in un circuito chiuso. La corrente serve solo a farlo muovere.

La pompa di calore funziona sotto zero?

Sì: basta che il refrigerante nella batteria esterna sia più freddo dell’aria. Quando fa più freddo il salto di temperatura cresce e il COP scende.

Perché la pompa di calore rende meno quando fa freddo?

Il compressore fatica tanto di più quanto è grande il salto fra la temperatura a cui il refrigerante evapora fuori e quella a cui condensa dentro: con l’aria a -7 °C il salto è più grande che a +7 °C.

La stessa pompa di calore raffresca d’estate?

Sì: il giro si inverte e le due batterie si scambiano il lavoro. Quella interna prende calore dagli ambienti, quella esterna lo butta fuori.