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Pillole del termotecnico

Continui sbrinamenti della pompa di calore: sbrinamento a tempo o a richiesta

Nella prima pillola abbiamo visto che d’inverno la brina chiude il passaggio dell’aria fra le alette dello scambiatore esterno, e che ogni sbrinamento toglie calore all’edificio. Questa volta guardiamo l’altra metà del problema: chi decide quando sbrinare, e con che criterio. È la seconda cosa da chiedere prima di comprare.

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Cosa succede durante uno sbrinamento

La macchina inverte il ciclo. Il calore, invece di andare dall’aria esterna all’impianto, va dall’impianto allo scambiatore esterno, che si scalda e scioglie il ghiaccio. Per qualche minuto dentro non arriva caldo, e con i ventilconvettori arriva aria fresca. L’energia elettrica spesa è poca, perché il compressore lavora con una differenza di temperatura piccolissima; il costo vero è il calore preso ai locali e i minuti senza riscaldare, nelle ore più fredde della giornata. Meno sbrinamenti vuol dire più ore di riscaldamento.

Pompa di calore Templari in funzione sotto la neve davanti a una casa di montagna
Neve e umidità vicino allo zero: le condizioni in cui la brina cresce più in fretta e il criterio di sbrinamento fa la differenza.

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Lo sbrinamento a tempo

Molte pompe di calore lo fanno con un orologio. Sotto una certa temperatura esterna, o quando una sonda sulla batteria scende sotto una soglia, parte un conteggio: ogni 30, 60 o 90 minuti di funzionamento la macchina si ferma e sbrina, che la brina ci sia o no. È il sistema più semplice e più economico, perché non richiede di capire cosa sta succedendo sulla batteria. Il difetto è evidente: in una notte fredda e secca, con poca brina, la macchina sbrina lo stesso; in una notte umida vicino allo zero, quando la brina cresce in fretta, arriva tardi e trova la batteria chiusa dal ghiaccio. In entrambi i casi il momento è sbagliato.

Con uno sbrinamento ogni mezz’ora la macchina scalda davvero un quarto d’ora su due, e in quelle ore passa da COP 3,5 a COP 1,75.

Sbrinamento a tempo: due ore di funzionamento. La macchina scalda davvero un quarto d'ora su due: il COP passa da 3,5 a 1,75
Sbrinamento a tempo: due ore di funzionamento. La macchina scalda davvero un quarto d'ora su due: il COP passa da 3,5 a 1,75.

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Il nostro sbrinamento brevettato

Le nostre macchine non guardano l’orologio: guardano la batteria. Il sistema di sbrinamento Templari è brevettato. L’elettronica di bordo, progettata da noi, legge in continuo le grandezze del circuito e riconosce quando la brina ha coperto la batteria in modo uniforme e l’aria non passa più. Solo allora parte lo sbrinamento. Se una parte della batteria è brinata e il resto lavora, la macchina continua a scaldare: non c’è motivo di fermarsi. Il risultato è il numero minimo di sbrinamenti che quella notte richiede: uno in meno di quelli che servono non si può fare, uno in più non lo facciamo.

Unità esterna Kita Air: la batteria alettata dove d'inverno si forma la brina
Lo scambiatore esterno: finché l’aria lo attraversa, la brina non è un problema.

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Il problema non è il ghiaccio, è l'aria

Una batteria con un velo di brina scambia ancora calore, perché l’aria la attraversa. Il danno comincia quando la brina chiude il passaggio: passa meno aria, lo scambiatore si raffredda di più per prendere lo stesso calore, si forma altra brina, e in pochi minuti il passaggio è chiuso. È per questo che lo spazio fra le alette conta tanto: con 2,5 millimetri la brina ha spazio per crescere a lungo prima di chiudere l’aria, con 1,5 il passaggio si chiude molto prima. Uno scambiatore con le alette larghe e uno sbrinamento che parte solo quando l’aria non passa più sono le due metà della stessa scelta: la prima allunga il tempo fra uno sbrinamento e l’altro, la seconda evita quelli inutili.

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Come si controlla, prima di comprare

Due domande al venditore, oltre ai tre numeri della prima pillola:

  • lo sbrinamento parte a tempo o a richiesta? Se a richiesta, con che criterio la macchina capisce che la batteria è chiusa?
  • quanti sbrinamenti fa in una notte umida a zero gradi?

E una verifica che si può fare da soli: in una giornata fredda e umida, osservare un’unità esterna installata. Se si ferma a intervalli regolari con lo scambiatore pulito, è un orologio.

Le schede tecniche delle nostre pompe di calore aria-acqua e delle Kita Air per i capannoni sono sul sito.

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Domande frequenti

Perché la pompa di calore sbrina di continuo?

Spesso perché sbrina a tempo: ogni 30, 60 o 90 minuti si ferma, che la brina ci sia o no. In una notte umida vicino allo zero, invece, arriva tardi e trova la batteria già chiusa dal ghiaccio.

Che differenza c’è fra sbrinamento a tempo e a richiesta?

Quello a tempo segue un orologio. Quello a richiesta parte solo quando la brina copre la batteria in modo uniforme e l’aria non passa più. Il nostro è brevettato e fa il numero minimo di sbrinamenti che quella notte richiede.

La pompa di calore scalda durante lo sbrinamento?

No: inverte il ciclo e prende calore dall’impianto per sciogliere il ghiaccio. Per qualche minuto dentro non arriva caldo, e con i ventilconvettori arriva aria fresca.

Come si capisce se una pompa di calore sbrina a tempo?

Osservando un’unità esterna installata in una giornata fredda e umida: se si ferma a intervalli regolari con lo scambiatore pulito, sbrina a orologio.